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Date : novembre 28, 2009
Ci sono momenti in cui bisogna fare i conti con il vuoto che si ha dentro.
Procurato, autoinflitto o immaginario, non importa.
" Perchè vedi le cose in modo così rigido? Prova a lasciarti andare. E' perchè sei tutta così tesa che vedi le cose in questo modo. Se ti rilassi un pò, tutto ti sembrerà più leggero. "
[...]
" A capire che se uno si rilassa si sente più leggero ci arrivo anch'io. Ma non capisci quanto è assurdo dirmi una cosa del genere? E sai perchè? Se io provassi a rilassarmi, andrei in pezzi. Ho sempre vissuto così, da tanto tempo, e anche adesso è l'unico modo in cui posso vivere. Se una sola volta mi lasciassi andare, non potrei più tornare indietro. E se andassi in pezzi, il vento mi spazzerebbe via. Perchè non lo capisci? Come pensi di potermi aiutare se non riesci a capire questo?"
(Norwegian Wood, M. Haruki)
Ringrazio chi scrive perchè qualche volta riesce a darmi le parole.
Ho poco da aggiungere.
Ancora una volta, come tutti, mi affiderò al modo più leggero e rapido che ho per curare le ferite.
Un cicatrizzante vale l'altro.
Baby,top. || 04:06:59
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Date : novembre 22, 2009
Avere troppo da dire e non sapere da dove iniziare.
Starsene zitti e sperare che quel silenzio venga compreso.
Dubitare.
Morire.
Ferire.
Sbagliare il colpo che sai ti salverà e scoprire di averne solo un altro in canna.
Rabbrividire.
Avere torto.
Emozionarsi.
Stare bene.
Avere ragione.
Stare male.
Sorridere più spesso del solito.
Avere Paura.
Stare a guardare l'inerzia che rosicchia con costanza matematica il margine di volontà che rimane.
Sapere di poter cambiare le cose.
Scoprire di non averne le forze.
E poi.
Vincere la consapevolezza che questo sia un paradigma destinato a ripetere se stesso un numero potenzialmente infinito di volte.
Trattenere il respiro per riprendere a sognare.
Quindi,
Guarire.
Baby,top. || 02:53:09
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Date : ottobre 22, 2009
Sono.
Labbra.
Braccia.
Collo.
Gambe.
Piedi.
Seno.
Polsi.Sottili.
Pancia.
Sogni.
Polmoni.
Cuore.
Naso.
Occhi.
Dita.
Cervello.
Anima [?].
E se finisse tutto quanto semplicemente in pezzi?
Un giorno, così. Splat. Pezzi.
Per sempre. Finita lì. Pezzi.
Pensavo: che fatica, che coraggio, che eroismo, che pena.
Quelli che riescono a tenere tutto questo saldamente ancorato a un'Anima. Sempre.
Quelli che fondono i pezzi in maniera così sapiente, così giusta, adatta, buona, sana. Tutti i giorni e tutti gli istanti. Con costanza.
Tessendo una fitta rete di Io che rimane solida. Resistente. E si affrontano, tutti interi. E riescono, giornalmente, a sopportarlo.
Io. Io non ce la faccio.
Io regalo i miei pezzi solo singolarmente.
Forse perchè non ho ancora incontrato nessuno che li voglia tutti insieme.
Forse perchè tutti insieme sono troppo persino per la proprietaria.
Forse perchè non oso affrontarmi. E non pretendo certo che lo facciano gli altri.
Non mi giudico. E detesterei un giudizio a 360 gradi.
Così. Una gamba, labbra, un'unghia. Uno spicchio preconfezionato di ricordi.
Quando è finita, l' Anima (l'Anima?) riporta tutto al suo posto. E ogni cosa è rimessa lì, in bilico, pronta a essere staccata all'occorrenza.
Per oggi sono un dannatissimo surrogato dei Lego, in versione V.M. 18.
Domani, si vedrà.
Baby,top. || 10:40:09
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Date : ottobre 5, 2009
Sono una pazza fifona che scappa.
Non fa altro.
Scappa e basta.
Scappa per salvarsi.
Per non rischiare di soffrire.
Scappa. Senza preoccuparsi di perdersi.
O forse, magari, con il preciso scopo di perdersi.
Con sconsideratezza. Con imprudenza. Senza sapere esattamente perchè.
O meglio, il perchè, in fondo, lo so.Ho una paura fottuta.
Con la conseguenza, pagata cara, della frequente e inavvertita perdita di dati così preziosi.
Io spero che queste parole chiare, e sincere, le possiate capire.
Consapevoli eppure così irrazionali.
Lucida follia.
"Potrei scappare, potremmo scappare tutti. Scomparire per un po'. Nessuno verrebbe a cercarci, nessuno si interesserebbe di noi, nè di dove andiamo." [Sleepers]
Baby,top. || 11:43:47
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Date : ottobre 2, 2009
Assisto giornalmente a una crudele banalizzazione dell'originalità.
Il punto è che non va più giù a nessuno di essere considerato uno dei tanti.
Uno tra molti.
C'è chi ambisce ad essere il primus "inter pares" di una massa di stronzi.
Chi dona contributi più o meno opinabili agli altri, in una sorta di nebuloso autocompiacimento nel tentativo di essere ascoltato, o visto, o sentito. In maniera rigorosamente (perfavore) diversa.
Temo non ci sia niente di meno affascinante della massa dei sempliciotti, quella formata da tanti soldatini educati a combattere per una causa talmente logora e consumata da aver perso persino i contorni della coerenza.
Quell'esercito che ogni mattina striscia lento e stanco verso il posto di lavoro, la scuola, l'università, il primo bar che capita.
Come automi. Felici, nel loro modo semplice e appassionato, di fare un nuovo passo, lento e stanco, che li porterà (pensano) più vicini a quell'elitè di più uguali degli altri che dicono di detestare ma a cui alla fine ambiscono.
Che tristezza. E' così da sempre? O stiamo brutalizzando tutto quanto, in una sorta di inarrestabile indietro veloce?
Eppure è proprio da questa culla di mali più o meno curabili che alla fine salta fuori il genio.
Chissà che ne avrebbero fatto di tutta questa plastica prodotta in serie e vetro tagliente le buon'anime dei tempi andati.
"Elle est retrouvée.
Quoi? -- L'Éternité.
C'est la mer allée
Avec le soleil. "
Rimbaud ce l'ha detto così. Chissà dov'è la fetta di Eternità che spetta al nostro secolo. Chissà se la troveremo mai. Abbiamo perso troppi strumenti di ricerca.
Per ora nuotiamo in acque libere.
(Io, qualche volta, vado in affanno e bevo un pò d'acqua.)
Baby,top. || 10:55:56
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Date : settembre 22, 2009
Roba che certe volte l'anima ci implode dentro e da lì ne esce fuori la rabbia.
Come alcol puro, però solido.
Brucia.
La potrei localizzare in un punto preciso del torace, con assoluta sicurezza come se si potesse prendere e strappare via da un momento all'altro.
Dove sta la tua rabbia?
Lì, esatto. Un pò più in basso. Destra. Ok, un tantinino più a sinistra. Infilaci la mano di forza. Stacca. No, non mi farai male.
Roba che alle volte con la mia rabbia ci faccio dialoghi interiori anche seri. Con l'immancabile tendenza a scadere nel ridicolo o nell'esistenzialismo spicciolo. Che poi alla fine assume toni ridicoli. Chiaro.
Ogni tanto risalta fuori e mi ricorda a che punto eravamo. Quando non ho voglia di stare lì a perderci tempo do inizio a una delle mie liturgie espiatorie.
A volte basta fare un bel respiro e lei rimane soffocata da tutto quell'ossigeno.
A volte basta piangere. Trasformi l'alcol solido in lacrime.
A volte basta tirare pugni al muro. Forte. E il bruciore si sposta sulle nocche inzaccherate di sangue fino ad uscire via.
A volte basta insultare qualcuno. Urlando, sia chiaro. Fino a perdere la voce.
A volte basta suonare. Convincersi che dato che stai facendo qualcosa di bello, come premio ottieni l'autocontrollo.
A volte basta scrivere. Scaricarla negli spazi bianchi tra una parola e l'altra.
A volte non esistono purghe.
E lei sta lì. A dirti che sei fortunato, perchè la rabbia è per privilegiati. Ti senti un eletto, poi ti senti solo, poi ti senti un supereroe, poi tenti con l'uscita di sicurezza.
Bevi. Ti dici che è per dimenticare.
Ti sfoghi.
Poi, se sei fortunato vomiti, e la rabbia dopo un pò finisce per terra e aspetta di biodegradarsi.
Oppure nel cesso, e lì basta tirare lo sciacquone.
[Per fortuna che ho un blog.]
Baby,top. || 06:44:08
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Date : settembre 12, 2009
Una delle cose che mi manca da imparare è..la Moderazione.
Che credo sarebbe un' interessante chiave di lettura per tutte le mie efferate performance.
Ad ogni buon conto, non sono neanche troppo sicura di voler imparare qualcosa da questa maestrina da quattro soldi. Moderazione. Misura. Metròn. Parole vecchie quanto il Mondo e così drammaticamente prive di qualunque forma di..eccitazione.
Moderazione come modestia. Come non-abbastanza.
L'avete mai visto voi un orgasmo moderato?
Un salto di gioia moderato?
Un attacco di rabbia, vera, moderato?
Non fa apparire tutto così privo di senso, di verità?
Come se il semplice accostamento di questo aggettivo renda le cose meno possibili da toccare, meno reali, più pacate e così modestamente false?
Persino i partiti politici moderati conservano quella sedicente ombra di ignavia sufficiente a destare una solida sicurezza con i colorati contorni della perplessità.
"Perchè tu esageri sempre, ecco qual è il tuo problema, piccola G."
Mi piace mi piace mi piace. Credo che anche questa, come tante cose, abbia un'età. E, finchè me lo potrò permettere, finchè ne avrò voglia. Non-moderazione.
E non-modestia.
E...Urlare, non moderatamente a tutti quelli che non moderatamente ascoltano che sono viva, ogni singola arteria pompa il mio sangue pieno di ossigeno e di vita e di voglia e di energia per tutto il corpo. Con assoluta e libera e libertina e aggressiva e menefreghista e dissoluta non-moderazione.
Baby,top. || 12:47:03
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Profile

.Giulia.
La questione è molto semplice: chi Costruisce Castelli di carta è costretto a guardarsi intorno e vedere quel mondo che vive nelle proprie piccole casette detestabilmente solide. Ma allora. Io. Mi Chiedo. Chi costruisce Castelli di Carta non ha forse diritto, almeno, alla fragile bellezza di un sogno al giorno? Parto da qui. Per arrivare a..toccare il cielo e crollare giù in un soffio.
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